A.N.N.A. Amore Non Ne AvremoUn progetto di Roberto Rampi Testo di Giuseppe Adduci Regia Paolo Trotti Con: Stefano Annoni, Paolo Cosenza, Marta Galli Aiuto regia Anna Maini Assistente alla regia Luca Tripeni Zanforlin Scene Luna Mariotti Produzione ArteVOX
Domenica 26 Ottobre, ore 21.00 Salone degli Affreschi della Società Umanitaria Via San Barnaba 48 - Milano Ingresso libero fino ad esaurimento posti Prenotazione consigliata 02.92875828 oppure 333.2962935 Prima dello spettacolo, ore 18.00:Presentazione del libro “9 maggio 78, un progetto per costruire la memoria” . Incontro con i tre drammaturghi che hanno vinto il concorso di drammaturgia indetto da Artevox a gennaio 2008 per la stesura del testo sul tema Aldo Moro/Peppino Impastato, concorso che ha portato alla pubblicazione del libro “9 maggio 78, un progetto per costruire la memoria” contenente proprio i tre testi vincitori e un saggio di Roberto Rampi, curatore del progetto.RELATORI: Pino Adduci, autore del testo "A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo" Valeria Banchero e Fabio Musati, vincitori del concorso di drammaturgia e autori dei testi pubblicati nel volume Paolo Trotti, autore teatrale e regista dello spettacolo Roberto Rampi, curatore del progetto e della pubblicazione. “A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” entra nell'abisso della notte della Repubblica e prova ad accendere lampi di luce facendo incontrare, nel trentennale del loro assassinio, Aldo Moro e Peppino Impastato, rimettendo al centro la loro straordinaria personalità, umanità e sensibilità colpita ma non cancellata quel 9 maggio 1978.
A trent'anni da quel tragico giorno cosa rimane oggi di questi martiri della democrazia? Come possono le loro storie e le loro vite interrotte parlare al nostro presente? Il testo “A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” dà voce ai sogni, alle idee e alle vibrazioni schiacciate dalla violenza, rimettendo al centro l'idealità dei due protagonisti e soprattutto rimettendoli in comunicazione con lo spettatore attraverso una progressiva costruzione di una relazione tra due mondi così lontani. Che cosa avrebbe detto Peppino Impastato ad Aldo Moro in quei tragici giorni del sequestro se avesse potuto parlargli? E, al contrario, quali parole Moro avrebbe rivolto a quel ragazzo, che avrebbe potuto essere suo figlio e che stava rischiando la propria vita per cercare di costruire un futuro diverso per la sua terra? Il 9 maggio 1978 la nostra Repubblica si è trovata ad un bivio, ad un culmine oscuro che ha prodotto uno shock di consapevolezza e riscatto nell'opinione pubblica italiana, che con l'omicidio Moro ha messo tragicamente ma ineluttabilmente la parola fine alla credibilità di una via violenza al cambiamento. L'omicidio Impastato, classificato come suicidio e atto terroristico per molti anni, solo molto tempo dopo sarà occasione per sollecitare una presa di coscienza degli italiani sul problema della mafia, una presa di coscienza ancora di straordinaria attualità.
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